Colori
15 Giugno 2025
Lo so, è passato un po' di tempo dall'ultima Merendina ma l'arrivo di Giugno, per chi lavora al pubblico, porta sempre molto lavoro in più e spesso eventi, cose che mi hanno impegnato la testa, facendomi mettere in pausa i miei progetti personali.
Poi le cose si stabilizzano ed eccoci di nuovo qui, a trascrivere un po' di pensieri e di considerazioni.
Siamo a metà mese e la stagione si fa sempre più calda, ma anche più colorata.
Vivendo in città di mare poi, tra Liguria e Versilia, sono perennemente circondato da colori di ogni tipo, dalle facciate vivaci dei paesini del Levante, ai bellissimi alberi in fiore che decorano le strade (in particolare i bouganville che abbondano da queste parti) per poi arrivare agli stabilimenti balneari con i loro ombrelloni tutti colorati e ordinati.
Tutto questo colore intorno inizia ad entrare anche dentro e accende quella voglia di indossarli e partecipare al festival cromatico della stagione.
E questa per me è una novità degli ultimi 2 anni.

Tempo fa ho adottato uno stile di vita minimalista che riflettevo anche nel modo di vestire, preferendo nero e bianco e una maggiore coerenza (più capi dello stesso tipo).
Nasceva tutto come una reazione al caos stilistico degli anni della crescita, dove non hai troppo controllo sulle cose intorno a te e non riesci a modellare l'ambiente come vuoi per allinearlo ai tuoi gusti e bisogni, oltre alla non ovvia consapevolezza di cosa effettivamente fa per te, ma è per quello che si chiamano anni della crescita, che non è solo biologica.
Però l'applicazione eccessiva di un pensiero senza filtro critico rischia di diventare una trappola che ti tiene ancorato a delle regole che non esistono se non nella tua scelta di adottarle.
E allora una volta capito cosa realmente stavi cercando, diventa facile uscire dai binari e iniziare a definire i propri parametri e le proprie preferenze, modellando un'idea generalista sulle tue specifiche necessità.
Va detto che quello del minimalismo è un approccio spesso frainteso.
Ho letto spesso articoli che ne parlano come una moda, chi lo considera un semplice stile, chi invece prova a praticarlo seguendo delle "regole" assurde che per qualcuno possono essere un modo di trovare la propria soddisfazione ma per altri non hanno senso. Quindi no, non c'è un numero massimo di forchette che puoi avere in casa o qualunque altro limite di quantità a qualsiasi cosa.
Il punto generalmente è la ricerca della semplicità e l'eliminazione dell'eccesso e queste sono sempre soggettive e da misurare sui propri confini personali.
Per me si trattava di cercare ordine, dentro e fuori, prendendo il tempo necessario per trovare l'oggetto, il vestito o l'esperienza che più rispondeva ai miei bisogni.
🥁Non vale per tutti
Chiaramente quello che funziona con me non funziona con altri e non intendo esporre tesi con presunzione di verità indotta.
Però è fondamentale almeno capire che gli standard non esistono e ognuno di noi ha cose che per altri sono fissazioni, ignorando che quando parliamo così di qualcuno e la sua preferenza verso il posizionamento delle matite su un tavolo, per fare un esempio, dimentichiamo che magari noi non sopportiamo le grucce tutte diverse nell'armadio (questa cosa è mia).
C'è chi ama vedere la propria casa piena di cose decorative e chi invece ama uno spazio quasi vuoto ma che non distrae e questa è la bellezza dell'essere umano.
Così il mio minimalismo col tempo si è evoluto, trovando quali sono i miei parametri e quali i No da dire, perché alla fine come per tanti altri aspetti della vita, i No che diciamo ci definiscono molto più dei Si.
No a un vestito che non mi sta del tutto bene, indipendentemente da quanto sia bello, No a un set di cacciaviti di colori diversi, No a uno zaino che non sia anche bello da vedere oltre che utile e funzionale.
Certo, diventa molto difficile trovare tutto ciò che ci soddisfa quanto più possibile, ma si recupera tutto nel benessere quotidiano che ne deriva.
Se ancora non sapete cosa vi soddisfa, sperimentate e scopritelo!
🎬 Scene dal divano
Questo lunedì c'è stato il WWDC, l'evento Apple dedicato agli sviluppatori, dove vengono mostrate le novità software, nello specifico le nuove versioni dei sistemi operativi, in modo che chi produce app possa adattare i propri prodotti alle novità tecniche e stilistiche che arriveranno a settembre nel rilascio definitivo.
Quest'anno c'è stato un importante rinnovo grafico e comportamentale che non avveniva dai tempi di iOS 7 e vi lascio questo video di Breccia, designer e Content Creator italiano, che direttamente dalla sede Apple, ci spiega in modo semplificato che lavoro è stato fatto e i gli aspetti fondamentali di questo nuovo design, che se ancora avevate dei dubbi, significa sia forma che funzione.
Io intanto la beta l'ho già messa, per non farci mancare un po' di calore in più quest'estate.
📝Viva il colore!
Perciò una volta trovata la propria dimensione torna a esserci spazio anche per i colori.
Adesso una camicia con pattern floreale (un po' più di una..) trova spazio nel mio armadio insieme alle maglie e pantaloni monocromatici, la lampada da tavolo, scelta bene lato design (vedi sopra cosa significa) può entrare in casa anche con un bel blu acceso i quadranti dell'Apple Watch possono sbizzarrirsi con colori a rotazione, ogni giorno diversi.
E se a te piace immergerti nei colori, nella varietà e nell'eterogeneità stilistica, evviva!
🎧 Sottofondo della settimana
Di nuovo un po' di autopromozione ma è un bel follow-up a una Merendina precedente.
Dopo aver riscoperto il piacere dell'imperfezione sono tornato alle origini anche col mio podcast e ho rilanciato un episodio simile a quello con cui ho iniziato.
Anzi, è proprio una Parte 2.
Con il mio amico autore della newsletter A Garden for the Wandering Soul parliamo di come le nostre vite sono cambiate, delle differenze culturali e pratiche tra paesi Europei e Giappone e di altro ancora.
Ovviamente lo trovate anche sulla vostra piattaforma preferita ;)
📚Qualcosa da leggere
E qui invece promuovo un'altra amica, Parole Orizzontali che da poco ha iniziato a scrivere la sua prima newsletter, dove ad ogni uscita dedica spazio a una parola, esplorata su più livelli.
Seguitela e lasciatevi affascinare dalla bellezza del linguaggio.
Intanto vi link l’ultima:
E anche stavolta siamo arrivati alla fine, perciò ti do appuntamento alla prossima settimana con nuovi pensieri e nuovi consigli e nel frattempo ti saluto con una delle mie foto preferite fatte questa settimana.
Un saluto,
Imar
Vuoi sapere di più su di me?
Trovi tutto su bento.me/imartinis




